Un viaggio nel mondo del portare
Che portare i bimbi sia soprattutto usanza di altre culture è risaputo, a chiunque si chieda la prima cosa che viene in mente sono le donne Africane con i loro pargoli sulla schiena tenuti soltanto con l’aiuto di un pezzo di stoffa colorata ma in realtà è una pratica diffusa in tutto il mondo, e molto più di quanto si possa pensare.
Ogni paese ha la sua storia, usi e costumi, ogni paese ha le proprie caratteristiche climatiche e quindi anche necessità diverse, per questo motivo i supporti porta bebè tradizionali che si possono trovare nel mondo si differenziano moltissimo, basta pensare ai popoli che vivono in Alaska, di certo non hanno gli stessi bisogni dei popoli del sud America, infatti nel Nord America e in Alaska viene utilizzato un cappotto fatto di pelli di animale chiamato Amauti dove il bebè viene inserito dentro a contatto con il corpo della madre per avere un maggior calore, mentre nella foresta Amazzonica vengono utilizzate delle semplici fasce da usare sul fianco fatte in fibre naturali.
In Africa, per esempio, viene utilizzato il Pagne, questo si differenzia sia di nome che di fantasia a seconda della popolazione in cui ci si trova, ad esempio in Mozambico viene chiamato Capulana, in Madagascar Lamba, inoltre le fantasie e i disegni hanno un loro significato ben preciso, non sono solo immagini stampate, anche il modo in cui viene annodato il tessuto porta con se usanze locali, come ad esempio in Uganda dove i nodi sul petto sono dedicati al padre e quelli in vita alla madre.
Tra i popoli in cui il babywearing fa parte della propria cultura troviamo le popolazioni Africane, Messicane, Peruviane, Argentine, Nepalesi, Cinesi e tante altre, è una tradizione che viene tramandata di generazione in generazione, portare i bambini è un linguaggio universale che esiste da sempre e purtroppo nella nostra cultura è andato dimenticato, ma finalmente piano piano sta tornando in uso anche da noi.
Ho deciso di fare un “giro virtuale” per il mondo alla scoperta dei vari modi di portare i bimbi, attuali o del passato, sono riuscita anche a procurarmi alcuni supporti che ho provato personalmente e ora fanno parte della mia fascioteca, ma ciò di cui sono veramente contenta riguarda la ricerca ricca di contenuti, di colori variegati, di immagini colme di amore materno e di pezzi di storia che oggi voglio condividere con voi.
Per chi ha voglia di approfondire l’argomento troverà al link qui di seguito i contenuti di cui parlavo precedentemente.
https://drive.google.com/file/d/13s4udeyp0-ZwxkUCU6o6kzMBzYRcv2G7/view?usp=sharing
Consulente Babywearing