Settimana Mondiale della Doula: Day 1 “Le Doule fanno la differenza”

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Buongiorno cari lettori e lettrici del MappaMamma.

In occasione della settimana mondiale della Doula (22-28 Marzo 2022) vorrei porvi una riflessione e parlare con voi del cambiamento che una Doula può portare nella vita di una donna.
Parto da una citazione di Gianfranca Ranisio, Professore Ordinario di Antropologia Culturale presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli Federico II, che spiega il significato di “Medicalizzazione”: «L’applicazione delle conoscenze e delle tecnologie mediche ad aspetti della vita che storicamente non erano considerati pertinenza medica, o meglio come un processo di sconfinamento della medicina al di là dei suoi limiti, per cui problemi non medici sono definiti e trattati come problemi medici» [Cozzi, 2012:67]

La Dott.ssa Ranisio nei suoi saggi e numerose ricerche di antropologia culturale basate proprio sulla donna, ci spiega che negli ultimi secoli, grazie al contesto storico e sociale e dei suoi principali attori (medici, case farmaceutiche e pazienti stesse) i saperi femminili sono stati sostituiti dalla patologizzazione di eventi della sua vita che sono (erano) naturali e fisiologici, così il parto e l’allattamento come ad esempio la ciclicità mestruale definendo la donna come figura fisiologicamente debole.

Perché vi spiego questo?
Perché la medicalizzazione insieme alle forme più impositive di patriarcato dei secoli scorsi, ha fatto sì che la donna dimenticasse i suoi saperi più profondi e ancestrali, sconnettendosi dal suo sentire e dal suo corpo necessitando di un supporto esterno anche per ciò che solo lei sa.

Da una parte la donna che deve solo partorire, crescere i figli e gestire la casa. Al contempo la stessa donna che non è in grado di farlo.
Potremmo parlare della classica fase premestruale, definita anche Isteria Femminile e “curata” con vibratori terapeutici dai tempi di Ippocrate agli anni ‘20, al solo fine di creare un orgasmo.

Questo ci fa pensare che basterebbe ascoltare i propri bisogni o comprendere che sistema endocrino e ciclicità sono collegate direttamente e indirettamente alle emozioni, portando sbalzi ormonali fisiologici in fasi. Ma non è la sede per approfondire questo discorso.

Cosa c’entra in tutto questo la Doula e cosa può fare per le madri e per le donne? La Doula dovrebbe avere come obiettivo principale l’impoteramento della madre (da “Empowerment” parola non tradotta in italiano, coniata da Giulia Goggi Archeologa ed laureanda in Antropologia). Attraverso l’empatia, l’ascolto attivo, l’accoglienza e l’assenza di giudizio, la Doula aiuta la madre a riconnettersi ai propri saperi, la accompagna in un percorso di autoconsapevolezza corporea, emozionale, ancestrale.

Può fornire informazioni corrette, ma supporta ogni scelta consapevole della madre, nella certezza che ogni madre sa ciò che è meglio per lei ed il suo bambino.
La Doula, può accompagnare una madre durante il parto nei limiti e confini delle sue competenze professionali e sempre coadiuvata dal lavoro fondamentale dell’ostetrica, ma attenzione: Non convincerà la mamma a diventare un accanita radicalista del parto naturale, ma la aiuterà a comprendere quali metodi, quali posizioni, quali setting sono più idonei alla propria specificità.
Ecco, la Doula si occupa di far emergere le qualità specifiche della madre e della famiglia, non crea una dipendenza, rende libere, lupe selvagge e sagge.

Vi lascio con un’altra citazione e mi farebbe molto piacere se questo breve articolo diventasse fonte di scambio e discussione costruttiva.
“Le mamme sanno già tutto, ma non lo sanno. Noi dobbiamo convincerle che loro sanno partorire e i loro neonati sanno nascere.”
(Dott. L. Braibanti)

Mamme, famiglie, quando vi troverete a scegliere chi vi accompagnerà in questo magico e determinante percorso, sappiate che potrete pretendere che il fulcro siate voi!

Un abbraccio

Ilaria Pellegrino – Doula Olistica

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