Quando nasce un Papà

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Quando nasce un Papà

Nel momento in cui un bambino nasce, nascono una Mamma e un Papà. Io parlo spesso di un “work in progress” poiché genitori si diventa col tempo, a piccoli passi, tra uno scombussolamento di emozioni, difficoltà, errori commessi, tentativi provati, nottate passate in bianco, ma anche dopo tanti successi, insegnamenti, gioie e soddisfazioni. Mi piace definire l’arrivo di un figlio come l’inizio di una nuova fase della propria vita, che porta con sé cambiamenti e immensa ricchezza per la coppia che vive il percorso di maternità e genitorialità in maniera differente. E invece spesso si ha la tendenza a concepire la coppia genitoriale come un’entità unica. Non è così.

C’è la Mamma, con le sue emozioni e i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue speranze ed aspettative che porta in grembo il frutto di un amore e lo mette al mondo, che si vede e si sente trasformare sia a livello fisico che mentale, che vive attivamente e profondamente la “storia d’amore” con il bambino, relazione che dopo la nascita si evolve in un amore più completo e, per un primo periodo, simbiotico.

C’è il Papà, con le sue emozioni e i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue speranze ed aspettative, che vive l’inizio di questo meraviglioso viaggio, un po’ da spettatore. Non uno spettatore passivo, uno spettatore attivo! Assiste stupito e timoroso, a volte inerme e stranito, ai cambiamenti che  pervadono la sua compagna, e questo provoca in lui un senso di inadeguatezza e di ansia. Anche lui ha le sue vulnerabilità, si trova immerso in un turbinio di forti emozioni che molte volte non è in grado di gestire da solo. La sua figura viene spesso trascurata, è come se la paternità avesse una minore rilevanza rispetto alla maternità, sia a livello sociale che giuridico. Non è mia intenzione soffermarmi sui vari cambiamenti socio-culturali avvenuti in passato e attualmente, né sulla teoria psicopedagogica dei ruoli e codici educativi, quello che vorrei arrivasse a chi avrà la voglia di leggere queste poche righe, è semplicemente questo: la figura del papà, il suo ruolo, il suo amore, la sua presenza, al pari della mamma, contribuisce allo sviluppo sano del bambino e alla sua educazione.

Quindi, da mamma a mamma, sosteniamo questo papà, rendiamolo partecipe di quanto accade dentro di noi e attorno a noi, confrontiamoci con lui su ciò che proviamo e sentiamo e osserviamo e ascoltiamo quello che gli sta accadendo, affrontiamo insieme a lui questo lungo e meraviglioso cammino. E quando avremo finalmente tra le braccia il nostro bambino, continuiamo a vivere le gioie, gli stupori, le ansie, le paure, insieme, sempre.

E tu, caro papà, sappi che avere paura di tutte le emozioni che ti assalgono è assolutamente normale, parlane con la tua compagna, confrontati con lei, prenditi del tempo, se possibile, per partecipare agli incontri di accompagnamento alla nascita (purtroppo spesso si tende a pensare che siano ad esclusiva delle mamme) per prendere consapevolezza di ciò che provi tu e di ciò che sente e vivrà lei e per avere la possibilità di esternare i tuoi dubbi, i tuoi bisogni e le tue paure.

Prenditi del tempo, se possibile, caro papà, per andare insieme alle visite di controllo, a fare le commissioni di routine, per essere di aiuto nella gestione della casa e soprattutto per imparare insieme la vita da mamma e papà: la tua compagna si sentirà sostenuta, ti sentirai tu stesso sostenuto, meno solo e più compreso perché entrerai in maniera intensa e profonda in questo nuovo, sconosciuto e straordinario mondo della genitorialità.

 

Sara Bruzzese

Mediatrice Familiare

 

 

 

 

 

 

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