Educare col cervello e molto cuore: Intervista a Paolo Mai
E’ mezzogiorno passato, il telefono squilla e l’emozione sale, avere l’occasione di parlare a tu per tu con Paolo Mai…che gioia!
Paolo risponde accogliente e solare, come sempre, anche se i tempi sono ristretti regna la calma, iniziamo.
La prima domanda che sorge spontanea è se c’è qualcosa che assolutamente deve essere scritto nella presentazione.
Si dovrà pur fare un’introduzione a questa intervista ….e tra i genitori di Chiavari e del Levante ligure ci potrebbe essere chi non ha la più pallida idea di chi sia Paolo Mai. Sarebbe cosa grave dimenticare qualcosa d’importante ma il rischio c’è perchè tante sono le cose da dire. Paolo fornisce i dati oggettivi ma sarà il caso di aggiungere qualcosa come lui stesso suggerisce ridendo: “già mi conosci , scrivi qualcosa che ti fa vibrare”.
Paolo Mai è co fondatore dell’Asilo nel Bosco e della Piccola Polis di Ostia, delegato italiano della Rete Internazionale Educazione Emozionale e Benessere (RIEEB), collaboratore della rete internazionale di educazione alternativa Reevo, educatore e maestro da quasi un ventennio, si occupa di formazione di adulti e bambini attraverso laboratori di educazione emozionale, ludopedagogia e molto molto altro, tiene lezioni in prestigiose università, scrive libri ma la cosa più importante in assoluto è che Paolo è un sognatore e il suo sogno più grande è cambiare la scuola!
Passiamo ora alle domande segnate sul taccuino ed entriamo nel vivo di questa intervista, che vuole, secondo i principi del MappaMamma, essere collegata sul al suo territorio.
Le scuole nel bosco nascono nel Nord Europa, secondo te Paolo la Liguria e in particolare il Levante ligure si prestano a questo tipo di progetti educativi?
Dove c’è il cielo il luogo si presta. Il Levante Ligure in particolare offre una grande ricchezza, come altre zone d’Italia perché la dimensione della natura può declinare in mille forme: la montagna, la campagna, il mare. E questo offre delle opportunità educative, delle possibilità maggiori rispetto al Nord Europa dov’è nato, dove non c’era tutta questa ricchezza.
Educare fuori significa educare in natura ma anche approfittare delle opportunità che offre il territorio inteso come città, persone, patrimonio storico, archeologico, artistico e da questo punto di vista faccio fatica a immaginare aree che ne siano carenti diciamo così.
Nella rete del MappaMamma abbiamo il progetto Abbraccialberi che è nato a Chiavari. Ci sono altri progetti educativi in natura che aderiscono alla metodologia dell’Asilo nel bosco nel Levante Ligure?
Non è una metodologia quella dell’asilo nel bosco ma è un approccio che viene poi declinato in base ai bisogni dei bambini, che sono specifici del territorio e della storia del bambino stesso, diciamo che di esperienze educative in natura ce ne sono.
Da diversi anni è attiva una realtà a Rapallo (Pippi School) e ne sono nate altre sul territorio, alcune di esse sono rintracciabili sul sito del comitato delle esperienze in natura o sul sito dell’asilo nel bosco. Però c’è molto fermento e anche nello spezzino ci sono già realtà attive.
Domenica sarai a Chiavari per proporre il nuovo corso “educare con la mente e tanto cuore” hai voglia di raccontarci qualcosa?
Semplicemente nasce dal bisogno di raccontare attraverso linguaggi differenti ciò che ho scoperto studiando pedagogia, psicologia, filosofia perchè mi sono accorto che viviamo in un tempo in cui se tu dici alle persone “lo dice la scienza” questo rassicura un po’ e allora mi sono messo a studiare neuroscienze presso l’Università argentina di Cordoba e ho scoperto che gran parte delle cose che già la pedagogia declamava vengono confermate adesso dalla neuroimaging funzionale e tutte le ricerche che ne derivano.
In questo senso è il tentativo di utilizzare altri linguaggi e concetti già chiari alla pedagogia.
Ad esempio il principio fondante “Perché dobbiamo imparare piangendo quello che possiamo imparare meglio ridendo” per citare Gianni Rodari. L’’importanza delle emozioni positive per l’apprendimento è ora stata acclarata anche dalle neuroscienze.
Uno dei più grandi auspici che ho è che tutte le scuole diventino luoghi di serenità, tranquillità, gioia ed entusiasmo perché ne va del benessere e dell’apprendimento.
Poi stiamo scoprendo anche nuove cose che ci permetteranno di costruire una didattica più efficace.
A chi è rivolto questo corso?
A tutti quelli che hanno un cervello e un cuore.
Sono in programma altre tappe in Liguria?
No, in questa sessione no. E’ un tour con il quale tra Giugno e Luglio attraverseremo tutta l’Italia toccando quasi tutte le regioni e devo dire che tutte le date hanno fatto il pieno. Questo è il sintomo che c’è sempre una meravigliosa curiosità nelle famiglie e negli insegnanti italiani e questo per me è un bel segnale.
Sorge spontanea una domanda fuori programma, quanto è importante che le famiglie o gli insegnanti che non aderiscono e/o non intendono aderire ai progetti educativi in natura, partecipino a questo corso?
Ma guarda, secondo me è importantissimo perché è la sfida più grande della scuola di oggi che può permettere di fare un salto evolutivo grande ma necessario è proprio il patto educativo tra scuola e famiglia cioè scuola dove famiglia e insegnanti collaborano ognuno secondo il proprio ruolo però che vivano insieme questa dimensione. Il meccanismo della delega che è ahimè troppo diffuso magari una famiglia che affida all’insegnante il ruolo di educatore, ovvero la responsabilità di educare i propri figli è una cavolata, è necessario un patto educativo dove le famiglie vengono supportate dal punto di vista culturale. E’ la più grande sfida della scuola di oggi diventare un luogo di conoscenza e di cultura non solo per il bambino ma anche per le famiglie. E’ quindi importante che anche le famiglie siano motivate a conoscere cose che possano aiutarli ad educare con maggiore consapevolezza ed efficacia.
Le domande sono finite, desideri aggiungere qualcosa?
Si grazie, noi spesso veniamo identificati come un progetto di pedagogia nel bosco mentre a noi piace parlare di pedagogia viva. Partiamo dal presupposto che un bambino custodisce un tesoro e per poterlo svelare c’è bisogno che intorno ci sia un ambiente funzionale, se questo non emerge, se emerge il disagio è molto probabile che la causa sia da cercare fuori da bambino, nel suo ambiente.
Poi ciascun bambino è un sistema, un’unicità fatta da un patrimonio genetico che riceve dai genitori, dalla sua storia personale, dalla sua relazione con l’ambiente, l’epigenetica per intenderci. Questo sistema sta abbracciato con altri sistemi, quello famiglia, quello scuola, quello del territorio e questo disegna la sua unicità che ci tiene lontano dalla costruzione di metodologie rigide e chiuse ma che ci spinge sempre verso un’analisi del contesto per trovare le risposte adeguate. Questo per dire che noi adesso facciamo educazione in natura perché, in particolare nel mondo occidentale, si riscontra il bisogno diffuso nei bambini di stare all’aria aperta. Troppo spesso i bambini stanno rinchiusi tra quattro mura ma se dovesse cambiare il contesto intorno a noi, se dovessero cambiare i bisogni dei bambini e questo ci spingesse maggiormente ad utilizzare gli spazi interni non avremmo problemi a farlo.
Noi abbiamo sposato l’infanzia e non il bosco, la natura per noi è una parte del processo educativo, è il luogo dell’educare, poi c’è il tempo, la didattica, i maestri ci sono tante cose e tutte queste vanno poi declinate in base al bambino che abbiamo davanti.
Noi vogliamo che la pedagogia rimanga e viva e libera, e non che si chiuda dentro metodologie e schemi che hanno più interessi di marketing che attenzione per l’infanzia.
E con queste parole ricche di ispirazione, la nostra intervista si conclude tra i ringraziamenti e le risate, ma soprattutto nello stupore che in 30 minuti di chiacchierata Paolo non abbia citato neanche una volta una metafora calcistica, Totti, la Roma o come lo definisce lui il sommo poeta Jarabe de Palo.
Grazie per questo incontro Paolo!
La Redazione
link utili:
–https://www.asilonelbosco.com/
–http://educazioneinnatura.org/
–http://www.educareallaliberta.org/tag/reevo/