Caro papà….
Iniziano sempre così le frasi delle lettere, i lavoretti creati all’asilo per la festa del papà… quei momenti in cui, con poche parole vorremmo racchiudere tutto ciò che in una vita non riusciremo mai a pronunciare.
Caro papà….
Ed i volti dei piccoli bambini si illuminano mentre nelle loro menti si iniziano a scandire pensieri, odori, carezze.
Non sono brava a scrivere e questo è un tema che mi tocca molto, soprattutto nel frangente storico che stiamo vivendo. I bambini staranno confezionando a casa i loro piccoli doni, le scuole sono chiuse e possono contare solo sull’aiuto delle loro mamme. Che certamente non è poco!
La figura del padre negli ultimi decenni si è evoluta tantissimo
Il padre che si occupava unicamente di lavorare e demandava la totale educazione dei figli alla madre, che arrivava stanco a casa e non poteva essere disturbato, nella nostra società potremmo dire che ormai non esiste più.
I ruoli all’interno della famiglia si sono modificati, un numero sempre maggiore di donne lavora, e sempre più papà condividono i compiti non solo di gestione dei figli ma anche casalinghi con la mamma.
Chi è il papà oggi?
La figura che sempre più spesso incontro oggi, è un papà molto più sensibile e meno rude, più attento ai bisogni del bambino, pronto ad ascoltarlo e stimolarlo con giochi creativi.
I parchi un tempo erano affollati di mamme che accudivano praticamente da sole i figli. Oggi si incontrano molti uomini che gestiscono i propri bambini, di qualunque età, con destrezza e serenità .
Nella mia personale esperienza di figlia, mio papà si è risposato e dal secondo matrimonio sono nati due bambini che adoro. Ecco, guardando indietro posso notare come il suo modo di approcciarsi a me, 40 anni or sono, è assolutamente diverso dal padre di oggi, molto più sensibile e se vogliamo meno spaventato e più mammone.
Mi fa sorridere sempre un po’ fare questa riflessione, a volte la vita ci pone nuove sfide e se ci lasciamo andare al cambiamento possiamo trasformare le nuove opportunità in vere occasioni per dare il meglio di noi stessi.
Il papà per la famiglia per quanto moderna resta la colonna portante, la sua voce più profonda e bassa rispetto a quella della mamma, le sue braccia forti che portano il piccolo sulle spalle, dandogli la sensazione di essere arrivato a toccare il cielo con un dito.
Sono tantissime le cose che può insegnare, ma ciò che riesce a trasmettere con un caldo abbraccio è insostituibile.
In psicologia si dice che il papà porta verso l’esterno, mentre la mamma porta verso l’interno. Ed è proprio così. Potete notarlo anche voi semplicemente guardando un bambino col volto pieno di gioia che, tra le braccia del suo papino, esplora il mondo esterno. È emozionante guardare il volto di mio figlio illuminarsi quando vede il suo adorato babbo fare qualcosa e cercare di imitarlo.
Durante il mio lavoro mi capita di incontrare uomini che aspettano solo il momento giusto, la chiave per entrare e mettersi in gioco.
La gravidanza dei papà
La gravidanza è il trampolino di lancio, è il momento in cui scoprono che il loro compito è di diventare un grande utero per sostenere mamma e bambino durante questi 9 mesi di attesa.
Il papà arriva in studio, durante gli incontri di educazione prenatale ed esordisce solitamente con la solita frase: “Sono qui per lei, perché ha insistito, ma queste sono cose che servono a lei non a me“.
Io lascio fare, e quando si è un pochino accomodato inizio a chiedere come si sente e cosa sente di diverso a livello fisico nella sua vita adesso. Mi guarda attonito, e allora inizio a spiegare che anche in lui si muovono una serie di ormoni, che probabilmente si sentirà più morbido e accondiscendente, avrà meno desiderio di litigare e si sentirà più premuroso nei confronti della compagna. Tutto ciò perché i suoi livelli di testosterone saranno quasi certamente scesi.
Tutto ciò perché anche lui è “incinto”.
Improvvisamente l’energia nella stanza cambia, l’attenzione si fa alta e le spalle si protendono verso il centro della stanza. Ora il papà scopre che il suo compito è già iniziato. Partecipa con entusiasmo agli incontri e impara molto presto a cullare la sua compagna, perché sa che proprio nel palmo della sua grossa mano si andrà ad adagiare il piccolino per essere anche lui un po’ ninnato.
La voce forte si fa sentire e i bambini, ancora feti, dal pancione mandano segnali chiari: non rispondono a caso, non rispondono a tutti allo stesso modo, rispondono al loro papà.
E’ già nato l’amore!
In tantissime occasioni mi capita di interfacciarmi con la figura paterna e sono sempre più affascinata dal numero sempre crescente di uomini che fanno di tutto per divenire padri eccezionali, pronti ad accettare e a insegnare e a trasmettere ai propri figli gli stessi valori appresi da piccoli, ma con una dolcezza e con un amore che sono commoventi.
Il coraggio dei papà di CiaoLapo
Perdere il figlio tanto atteso e desiderato è un’atrocità che non dovrebbe essere contemplata in questa vita. Eppure succede…
Il desiderio di continuare a proteggere la propria compagna va oltre qualsiasi cosa e i papà ricacciano indietro le lacrime pensando che il dolore per loro arriverà dopo; ora devono ancora una volta fare da cuscino, devono proteggere la propria donna che rischia di rompersi.
Ma a loro non ci pensa nessuno, quel dolore resta lì finché non riescono a trovare il modo di farlo fuoriuscire e allora, una tempesta di lacrime inarrestabile si abbatte.
Contenere quel dolore è un nostro dovere.
Mi sento onorata di avere avuto la possibilità nella vita di scoprire quanto amore può scaturire quando un padre dà tutto se stesso perché sa di poter fare la differenza nella vita di suo figlio. Sa che quello sguardo pieno di speranza e ammirazione lo porterà ad essere un adulto migliore. Ma ad un padre non è questa la cosa che interessa; ad un padre interessa che la sua gabbia toracica sia sempre più grande, per contenere il cuore che cresce e pulsa di sentimenti di amore per tutti i suoi figli.