Tablet e Smartphone ai bambini

Opportunità e rischi al tempo di #IORESTOACASA

L’avvicinamento dei ragazzi e dei bambini al mondo delle nuove tecnologie è un passo inevitabile e non può essere ostacolato. Il bambino deve esser guidato e seguito, in un percorso consapevole nell’utilizzo degli strumenti tecnologici, in particolar modo nell’utilizzo del web, compito che spetta in primo luogo ai genitori e agli insegnanti, rappresentando dei punti di riferimento per il minore in caso di bisogno. Con l’obiettivo di impedire che i new media possano essere una minaccia per lo sviluppo sociale, cognitivo ed emotivo del bambino, è importante quindi agire partendo dai primi anni di vita, periodo durante il quale si formano e si consolidano abitudini che negli anni successivi sono difficili da modificare.

Si tratta quindi di una vera e propria strategia preventiva che consente di cogliere tutte le opportunità offerte dalle tecnologie digitali minimizzandone i rischi per la salute fisica e mentale.

Smartphone e tablet SI O NO?

Prima di chiedersi QUANTO FA MALE? QUANTO FA BENE?

proponiamo una riflessione su

Quali sono le condizioni e gli stimoli per lo sviluppo dell’apprendimento del bambino?

Ecco quello che afferma il prof. Alberto Oliviero, medico e biologo italiano, studioso di psicobiologia e neuroscienze , nel testo “Il cervello che impara”: nel corso del suo processo evolutivo, il cervello ha bisogno di esperienze tattili e motorie perchè si sviluppino quelle aree sensomotorie che costituiscono il punto di partenza per la maturazione delle aree superiori, quelle del linguaggio e del pensiero complesso. Perciò, nella sua fase iniziale, la mente infantile è soprattutto concreta, basata sull’interazione diretta.

Un aspetto fondamentale dello sviluppo riguarda il controllo motorio e il coinvolgimento diretto del bambino: esso ha importanti ricadute sulle funzioni cognitive, e pone l’accento sullo stretto intreccio  che esiste tra mente e corpo in ogni età della vita.

I bambini quindi per imparare e sviluppare le loro funzioni di apprendimento hanno bisogno SOPRATTUTTO E PER LUNGO TEMPO di: toccare oggetti e materiali, muoversi, correre, ascoltare…. tutte esperienze a contatto diretto la concretezza di ciò che li circonda.

A che età un bambino può cominciare ad usare un qualunque presidio tecnologico senza rischiare di procurarsi un problema psicofisico?

I neuropsichiatri hanno suggerito la regola del 3, 6, 9, 12:

  • Nessuno schermo digitale prima dei 3 anni;
  • Nessuna consolle di videogiochi fino a 6 anni;
  • Nessun accesso a internet fino a 9 anni;
  • Accesso libero alla rete solo dopo i 12 anni;
  • Nessun telefono cellulare prima dei 10 anni (SIP)
  • No alla TV come tata;
  • No al tablet contro i capricci;
  • Non più di 2 ore di navigazione o video.

Un po’ di dati:

Secondo Eurispe Telefono Azzurro 2012 nei i bambini di età compresa tra 7 e 12 anni:

  • il 53,7% possiede un telefono cellulare
  • il 5,5% possiede un videotelefonino
  • l’1,8% possiede uno smartphone
  • il 12% naviga più di 2 ore al giorno
  • il 15% gioca più di 2 ore al giorno con videogiochi (in genere consolle portatili)

E’ stato calcolato che a 7 anni i bambini hanno già passato 1 anno davanti a videogiochi o computer.

Qual è il ruolo dei genitori e degli adulti di riferimento, OGGI, #IO RESTO A CASA?

Il primo contatto con le tecnologie digitali avviene in famiglia ed è quindi importante la partecipazione educativa dei genitori all’esperienza digitale dei figli. Se usati in modo appropriato i dispositivi digitali possono essere utili nell’informazione, nello studio, nello svago, nella comunicazione e nella socializzazione tra coetanei e non coetanei.

 Il genitore e il bambino (dai 3 ai 6 anni) hanno una visione comune degli schermi digitali, ovvero INSIEME. Il genitore decide i contenuti e stabilisce un tempo (non oltre due ore). Per i bambini sotto i tre anni l’uso, insieme al genitore, è assolutamente sporadico, ridotto alla visione di qualche foto, una fiaba sonora, un cartone animato. Dai due ai tre anni si può proporre anche un film animato, meglio che tanti piccoli episodi con poca struttura narrativa. NON lasciare i bambini sotto ai 3 anni con cellulare o tablet.  L’uso di tecnologie (anche la Tv) può portare a disturbi del sonno: evitarne l’uso per le fasi dell’addormentamento….meglio una bella fiaba.

Quando si acquista un videogioco, o si scarica un’applicazione, si controlla sempre l’età minima consigliata.

Quali sono i rischi?

I bambini che trascorrono più di 2 ore al giorno davanti ad uno schermo rischiano di soffrire di IPERTENSIONE: lo afferma uno studio condotto per 2 anni su 5.200 bambini europei tra i 2 e i 10 anni pubblicato sull’International Journal of Cardiology. Il rischio si attesta sul 30% e sale al 50% in totale assenza di attività fisica.

I medici hanno riflettuto sull’aspetto psicosomatico che può indurre aumento della pressione arteriosa ad opera di vere e proprie reazioni di “allerta e fuga” durante il gioco con videogames ad alta tensione (gare, horror, sorpresa…). Il 60% degli adolescenti trascorre circa 4 ore al giorno tra internet e smartphone. I comportamenti sedentari tendono a consolidarsi con l’avanzare dell’età e del peso corporeo procurando maggiori casi di malattia metabolica.

Anche per le malattie infettive…

Tra i pericoli relativi all’uso di strumenti tecnologici c’è quello legato alla trasmissione di malattie infettive. I giovani digitano su tasti e touch screen dopo essere stati sui mezzi pubblici, dopo aver consumato cibo o frequentato toilette pubbliche e difficilmente dopo aver lavato le mani.

La diffusione in caso di ricovero ospedaliero è preoccupante. Sull’American Journal of Infectio Control è stato pubblicato uno studio dal quale si evince che nel 15% dei campioni prelevati dalla superficie di iPad usati in ospedale sono state rilevate colonie di Staffilococco Aureo e Clostridium Difficile.

Per tale ragione è importante abituare i ragazzi a lavarsi accuratamente le mani prima di utilizzare i dispositivi tecnologici, ma anche a tenerli puliti detergendoli con panni di microfibra o utilizzando dispositivi inventati ad hoc. Questi hanno la forma di un barattolo del caffè, emanano raggi ultravioletti ed è possibile depositarvi il proprio cellulare. E’ poi molto usata, soprattutto in ospedale, una sorta di “busta” che racchiude smartphone e tablet.

Tablet/Cellulare e capricci

Può succedere che si consegni il tablet o il cellulare al bambino per calmare un capriccio o un momento di rabbia o di noia…nell’immediato il bambino si distrae e si evita il conflitto…ma in realtà…”L’emozione viene repressa nel momento in cui sta per manifestarsi, non viene definita, non viene canalizzata, rimane dentro, col rischio di permanere inespressa…l’oggetto digitale diventa un surrogato genitoriale” (Mena Senatori).

In questo momento di maggiore condivisione del tempo con i nostri figli, possiamo cogliere l’opportunità di sperimentare l’attesa e aumentare le capacità di gestire la frustrazione. Il gioco è il miglior modo!

La sperimentazione nel gioco libero con gli oggetti… il pallone che sfugge, la costruzione che crolla, l’equilibrio impossibile, l’oggetto troppo pesante, troppo piccolo..

Scrive Bernard Aucoutourier, psicomotricista e insegnante: “Bisogna che il bambino incontri ben presto e per molto tempo la resistenza dell’oggetto, la resistenza della materia ai suoi desideri. Bisogna che egli faccia per tanto tempo l’esperienza dell’opposizione del reale alla realizzazione dei suoi progetti, perchè egli accetti la limitazione del suo potere, perchè egli accetti la frustrazione“.

#IORESTOACASA – In questo particolare momento per fortuna abbiamo la possibilità di stare in contatto con familiari e amici grazie alle tecnologie e allora…

  • sì a video chiamate con cugini, nonni e amici. Possiamo inventare dei modi per condividere il tempo proponendoci a vicenda letture, giochi con le parole, indovinelli, barzellette;
  • incrementare il contatto con i compagni di classe con video chiamate in gruppo, chat, invio di fotografie;
  • chiedere alle insegnanti e alle educatrici dei servizi prima infanzia (0-6 anni) di mantenere il contatto con i bambini grazie all’invio di video e proposte di letture e giochi;
  • insieme ai bambini utilizzare tutte le risorse che la rete ci offre per trascorre un po’ di tempo con giochi cognitivi e educativi on-line, cartoni animati, musica, tutorial per ballare, e cantare… definendo un tempo preciso (massimo due ore al giorno)

 

Le regole d’oro

  1. SPEGNERE I CELLULARI DI NOTTE e tenerli lontano dalla testa dei bambini
  2. NON portare il cellulare in tasca (danneggia i genitali)
  3. Fare conversazioni BREVI
  4. NON tenere il cellulare dove dorme il bambino (oppure tenerlo in modalità aeroplano)
  5. Utilizzare sempre gli AURICOLARI (se mono alternare destro e sinistro) o il viva voce
  6. PULIRE regolarmente il cellulare
  7. NON usare tablet e cellulare nell’ora che precede l’addormentamento
  8. Internet è pieno di contenuti NON ADATTI ai bambini. L’uso non controllato e precoce della rete è pericoloso come farli uscire da soli di notte
  9. NON tenere il cellulare a tavola: in famiglia durante i pasti si dialoga!
  10. NON parlare al cellulare mentre si passeggia con il bambino: CONDIVIDI il tempo con lui
  11. EDUCARE il bambino all’uso corretto e consapevole (condividi password e contenuti)

Dott.ssa Alessandra Neri – Pedagogista

Dott.ssa Laura Grasso – Pediatra di Famiglia

 

Fonti bibliografiche e siti

www.sip.it
www.fimp.pro
Alberto Oliviero, Il cervello che impara, Giunti
Lo sguardo e la corporeità nell’era digitale – Silvia Reghitto
Mena Senatore – Bambini digitali- Ed Il Leone Verde
B. Aucoutourier- A. Lapierre- La simbologia del movimento

 

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