Plagiocefalia Posizionale del neonato: semplici esercizi da eseguire a casa

Che Cosa è la Plagiocefalia

La Plagiocefalia posizionale è una condizione in cui la testa del bambino assume una forma anatomica obliqua e uno dei lati del cranio è appiattito posteriormente (zona occipitale). Non si può definire la Plagiocefalia posizionale una patologia, ma un’alterazione della forma cranica acquisita e benigna, che porta ad una struttura asimmetrica della testa nel suo insieme.

Le cause di questa deformazione sono varie: malposizionamento e compressione del cranio del feto durante la vita intrauterina, meccanismo del parto, prematurità del neonato, pressione dovuta al peso stesso della testa causata dalla abituale posizione di riposo supina che produrrà una pressione costante sulle ossa delicate del cranio deformandole.

La Plagiocefalia si associa spesso a torcicollo congenito, condizione in cui i muscoli di un lato del collo risultano accorciati o contratti, impedendo alla testa del neonato libertà di movimento, portandola dunque ad inclinarsi e/o ruotare dallo stesso lato.

Come si tratta?

L’Osteopatia gioca un ruolo primario nella terapia di trattamento di queste asimmetrie craniali e nei traumi da parto. Lo scopo del trattamento osteopatico è di ripristinare l’integrità strutturale, lavorando sulla plasticità e mobilità delle ossa craniche, permettendo al corpo di mettere in atto il suo potere di autoguarigione.

Verranno dunque prese in esame tutte le strutture coinvolte (non solo quelle craniche) e riportate dolcemente ad una “normalità” che permetta una corretta fisiologia.

Una diagnosi precoce è un fattore chiave sia per il trattamento che per il decorso della Plagiocefalia, che risulteranno ancora più efficaci se effettuati nei nei primi 3-4 mesi di vita del neonato. Con semplici esercizi ed accorgimenti, anche i genitori possono supportare e mantenere nel tempo i benefici ottenuti, in questo caso, del lavoro svolto dall’osteopata. Le misure preventive mirano in pratica a cambiare la posizione della testolina del neonato, onde evitare che la pressione costante sulla zona cranica già compromessa accentui ulteriormente l’appiattimento del cranio, contribuiscono inoltre, ad incrementare la mobilità del collo.

Esercizi pratici:

Come, quando e perché

ALLATTAMENTO

Il meccanismo della suzione è fondamentale per il riequilibrio della forma della testolina del neonato perché i muscoli che intervengono durante la suzione non si inseriscono solo a livello mandibolare, ma anche occipitale, contribuendo dunque al rimodellamento cranico. Alternare seno dopo ogni pasto o il lato/ braccio con cui viene dato il biberon in modo che il bambino sia stimolato a ruotare la testolina da entrambi i lati. È consigliato iniziare sempre dal lato che presenta più difficoltà nella rotazione. Importante durante l’allattamento è la posizione del corpo del neonato, non sdraiato ma in posizione semiseduta.

IN BRACCIO

Alternare sempre il lato dove lo teniamo in braccio, in modo da alternare e stimolare la rotazione del capo da entrambi i lati. Se ad esempio il nostro bambino presenta un appiattimento a destra avrà la tendenza a tenere il capo ruotato dallo stesso lato, dunque appoggiare la sua guancia destra contro la nostra guancia destra in modo da stimolare una rotazione verso sinistra e viceversa se il problema si presenta dall’altro lato.

CAMBIO PANNOLINO

Nella routine quotidiana di un neonato il cambio del pannolino ci offre un’ottima opportunità da dedicare agli esercizi. Una volta che il neonato si trova sul fasciatoio in posizione supina, possiamo far compiere delle rotazioni del capo a destra e a sinistra sfruttando il naturale riflesso di suzione. Questo riflesso induce una spontanea rotazione del capo del neonato dallo stesso lato dove è stato stimolato all’angolo della bocca sfiorando quest’ultimo con un dito o con il ciuccio. Si consiglia di stimolare entrambe le rotazioni, da eseguire un paio di volte per lato, partendo sempre per primo da quella più difficoltosa per il nostro bambino.

SUL FIANCO

Il neonato tenderà a passare la maggior parte del suo tempo in posizione supina, sia durante le ore di sonno ( in accordo con le raccomandazioni per ridurre il rischio della morte in culla (SIDS)) ma spesso anche durante le ore di veglia. È importante però, ai fini del rimodellamento cranico, sfruttare le ore di veglia e non lasciare il nostro bambino esclusivamente in posizione supina, ma posizionarlo in semirotazione fino a condurlo in una posizione “sul fianco”. Per poter mantenere questa posizione ci aiutiamo con dei cuscini o asciugamani arrotolati posizionati dietro la schiena. In pratica: se il nostro neonato presenta un appiattimento sul lato destro della testolina verrà posto sul fianco di sinistra e viceversa.

PANCIA SOTTO

Altra posizione fondamentale che va esercitata e messa in pratica senza nessun timore, è la posizione prona. Si può arricchire questa semplice posizione aggiungendo un piccolo esercizio di estensione del capo, ovvero di raddrizzamento. Portiamo dunque a pancia sotto il nostro neonato, braccia leggermente flesse sotto al suo tronco, dopodiché con l’aiuto di un giochino (ad es un sonaglietto) o di un volto familiare ( ad es quello del papà) cerchiamo di stimolare un raddrizzamento del capo. Questo movimento attiva e stimola i muscoli del tronco e del capo, quest’ultimi inserendosi direttamente sul cranio agiscono rimodellandone la forma. Una volta raddrizzata la testa, possiamo fargli compiere delle rotazioni a destra e sinistra. Partire anche in questo caso dalla rotazione più difficoltosa.

FASCIA O MARSUPIO

Di grande aiuto l’utilizzo della fascia o di altri supporti ergonomici che ci permettono di evitare in molte occasioni la posizione supina derivante dall’uso ricorrente di seggioloni, sdraiette, culle o passeggini.

 

Rimango a disposizione, purtroppo per il momento solo telefonicamente, per ulteriori consigli o chiarimenti su tutto ciò che riguarda il mondo del neonato e della mamma.

 

Ilaria Basso,  Osteopata D.O. spec. Osteopatia Pediatrica

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