Il Parto in Casa

I Racconti delle Mamme

Per l’edizione 2024 della Giornata Internazionale del Parto in Casa, Il MappaMamma ha raccolto la testimonianza di 4 mamme che hanno scelto la casa come luogo per dare alla luce il proprio bambino.

Nell’ascoltare le loro storie abbiamo sentito arrivare tante emozioni tra cui il coraggio, la fiducia e ci hanno fatto comprendere l’abbandono del controllo e il lasciarsi andare alla esperienza più potente al mondo, la nascita.

Sono Liana Cucca e Anna Boni, entrambe mamme e ostetriche, Johanna Mileto mamma e artista e Jennifer Crisafulli, mamma e doula che con generosità desiderano raccontare le loro storie per trasmettere un messaggio alle donne: partorire in casa si può, con consapevolezza e fiducia in se stesse.

4 sono anche le domande che abbiamo posto loro per dare una traccia alle storie:

  • Cosa ti ha portato a scegliere la tua casa come luogo per il tuo parto?
  • Quali sono i fattori che hanno contribuito alla buona riuscita del tuo parto?
  • Quali sono le emozioni che hai provato durante il tuo parto?
  • Quali sono stati gli elementi inaspettati del tuo parto?

Ed ecco le 4 toccanti storie da cui emergono le parole e immagini di intimi vissuti.

Venite con noi e con delicatezza e sensibilità state in ascolto di questi preziosi racconti:

Liana: L’intesa profonda

La mia casa era il luogo dove mi sentivo sicura, dove sapevo che il mio equilibrio non sarebbe stato disturbato…e se devo dirla tutta, da ostetrica, quando ci siamo trasferiti, abbiamo scelto una casa che avesse delle caratteristiche che rendesse possibile una nascita a domicilio….anche se all’epoca, un bimbo era solo un idea per un futuro.…

Ho avuto una gravidanza vissuta serenamente e consapevolmente, con il supporto delle mie ostetriche.

Ho investito molto sull’ascolto dei cambiamenti del mio corpo e del mio bimbo con fiducia e curiosità, mai paura…
Le persone che ho scelto per accompagnarmi in questo viaggio, sono state fondamentali perché oltre al rapporto professionale, c’era quella intesa profonda per cui bastavano poche parole, un tocco, uno sguardo e loro capivano ciò di cui avevo bisogno…in ogni momento.

Di vitale importanza è stato il mio compagno, che ha condiviso e rispettato ogni mia scelta con serenità, positività e curiosità…diventare genitori insieme è stata una meravigliosa scoperta per entrambi!

Inaspettata è stata la forza del cambiamento che ho vissuto….è l esigenza di abbandonarsi a quel turbine di sensazioni …non mi sono opposta alla nascita e mi sono fatta guidare dal mio bambino….bisogna davvero essere pronte ad accogliere tutto questo….allora ci sarà una nascita e rinascita in salute

Anna – Oreste il figlio dei Boschi

Sono un’ostetrica e sebbene per me l’ospedale sia un luogo accogliente e conosciuto, il mio desiderio più grande è sempre stato quello di partorire fra le mura di casa mia, nel mio posto, nel luogo dove poter sentire la libertà di muovermi ad occhi chiusi come sento e come voglio e soprattutto con persone scelte da me.

Ho scelto di avere accanto le mie 3 colleghe in cui ripongo fiducia cieca e con cui condividiamo la stessa linea di pensiero e modo di lavorare. Il supporto, la comprensione e la presenza del mio compagno sono stati fondamentali. Tutti mi hanno lasciato la libertà di potere seguire i miei desideri…durante il parto ho sentito il bisogno di stare da sola, concentrata sul mio travaglio. Perdere il senso del tempo, stare nel suo flusso, nei miei tempi e poi sentire il mio bimbo che mi comunica a modo suo “Forza mamma, ora datti da fare, facciamo questa cosa insieme, è arrivato il momento….sto arrivando”.

Tutto attorno a noi c’era intimità, buio anche per potere accogliere al meglio il bimbo, era pomeriggio e le persiane erano chiuse. Quando Oreste è arrivato dopo qualche ora, abbiamo aperto le persiane e potevo vedere i monti e i boschi attorno a noi, sentivo i suoni degli animali. Oreste, il nome che abbiamo scelto, significa proprio Uomo delle Foreste. “Ecco Oreste – ho pensato – sei nato qui in casa tua, vicino ai tuoi boschi” La nascita si era compiuta, intorno a noi il silenzio, anche quello delle mie ostetriche che sorridevano con noi. E’ stato davvero come un momento sacro. Durante tutto il parto le ostetriche avevano annotato in un libretto passaggi e orari con anche una dedica finale. Quando poi li ho letti sono rimasta stupita di quanto scritto perché erano cose di cui io non mi sono accorta.

Sono sempre rimasta in connessione profonda con me stessa e con il mio bambino. Avevo lasciato andare il controllo sull’esterno e sono rimasta dentro di me. Questo mi è stato possibile perché avevo massima fiducia verso chi mi è stato accanto.

Non ho mai sentito paura e sconforto e nonostante abbia provato il dolore, non me lo ricordo già più. Auguro a tutte le donne un parto così bello perché è un ricordo meraviglioso che resta per sempre. Auguro alle donne di dare alla luce il proprio bimbo nel modo in cui sentono e decidono loro, al sicuro e potendo ricevere coccole e accoglienza.

Johanna – L’inaspettato Piacere

La decisione di partorire in casa l’ho presa subito dopo il primo parto avvenuto in ospedale.
Non è stata una piacevole esperienza così ho deciso che se avessi avuto un altro figlio lo avrei partorito a casa.

La libertà di questa scelta ha contribuito nella buona riuscita del mio parto. Perché a partire da questa, tutto il resto si è creato naturalmente in un incastro perfetto di tempi e passaggi che si sono susseguiti in maniera fluida. Ricordo perfettamente che durante il travaglio e nei primi momenti del parto l’emozione predominante era la piena fiducia e il totale affidamento a tutte le persone presenti nella stanza. C’erano le mie ostetriche, la mia doula e una cara amica.

Ho pensato a lungo sugli elementi inaspettati del mio parto ma non ne ho trovati, era davvero tutto perfetto! anzi ,forse una cosa sì!

Inaspettato è stato il PIACERE di partorire! Non so bene come spiegarlo, è un piacere in qualche modo legato alla sessualità ma non proprio al piacere sessuale come lo si conosce comunemente. E’ stato un piacere anche legato alla perfezione di come si è svolto il tutto: dei tempi, del totale rispetto e totale fiducia che ho sentito attorno a me e dentro di me. Quando il mio bimbo è uscito ho provato come un guizzo di piacere, non so se riesco bene a esprimere ciò che ho provato.
È radicato in noi che il parto è dolore …posso testimoniare che per me non è stato così e appena l’ho avuto in braccio ho detto io ne faccio un altro!

Jennifer: La libertà di lasciarmi andare

Casa mia è stato per me il luogo dove ho potuto sentirmi al sicuro per partorire. Il luogo dove il mio bambino è stato concepito e dove vivo.

Mi sono fidata ciecamente delle mie ostetriche, della loro professionalità e del loro intuito. Mi sono fidata di me stessa e del mio corpo che sapeva esattamente cosa doveva fare. Affidarmi delle persone che avevo accanto è stato fondamentale.

Ho avuto prodromi molto lunghi, tanti giorni di contrazioni preparatorie e quando il travaglio è partito mi sentivo molto stanca. Quando poi ho capito che il mio bimbo stava per nascere ho avuto bisogno di isolarmi e non mi sentivo pronta per la fase espulsiva. Ho sentito la necessità di lasciare andare le emozioni che stavo provando e questo è stato liberatorio perché non mi ha bloccato. La libertà di lasciare andare le mie emozioni, di piangere e di ridere, mi ha permesso di andare avanti. Mi sono stupita da quanto il parto sia totalizzante, emozionante, che prende tutto.

Il mio parto è stato molto di più di quello che mi aspettavo. Ho avuto un parto indisturbato da qualsiasi elemento esterno. Non c’è stato nulla che mia abbia levato dalla mia bolla. Le ostetriche stavano sedute tranquille, avevano fiducia in me, osservavano, sorridevano. Non mi hanno proposto nulla né chiesto nulla e questo è stato per me la buona riuscita del mio parto. Ne Ero io la padrona e l’unica artefice di quello che stavo vivendo. Non mi sentivo sola o abbandonata ma mi sentivo abbastanza sola per sentirmi libera di fare e di stare come volevo io.

 

Grazie di cuore a Liana, Anna, Johanna e Jennifer per averci donato le vostre preziose storie.

 

La Redazione del MappaMamma

Francesca Triscornia

 

 

 

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