Il peso delle etichette nell’educazione dei figli
Molti genitori etichettano i figli per il loro comportamento o per le loro caratteristiche fisiche o psicologiche, inquadrandoli in accordo ai propri punti di vista, percezioni e vissuti.
Quante volte questi genitori hanno detto ai figli:
“Sei pigro”, Sei disubbidiente”, “Sei testardo”, “Hai un pessimo carattere”, “Non sai fare niente” Oppure: “Sei molto bravo in tutto”, “Sei il più intelligente”, ecc.
Cioè, li etichettano in senso negativo o positivo, senza pensare all’effetto e alle conseguenze che queste etichette hanno su di loro.
Questi genitori devono rendersi conto che, quello che comunicano ai figli ed il linguaggio che usano, hanno un valore molto importante sulla loro crescita.
Che cosa sono le etichette?
Le etichette sono giudizi di valori che i genitori usano, positivamente o negativamente, per descrivere e definire il comportamento, le emozioni e le caratteristiche dei figli.
- Etichette negative
Sono quelle che sottolineano aspetti o comportamenti che i genitori ritengono negativi, creando così un disagio emotivo e danneggiando lo sviluppo dell’autostima e della personalità dei figli. Ad esempio: “Sei un disastro…non cambi mai!”
- Etichette positive
Sono quelle che tendono a esaltare eccessivamente aspetti, abilità o comportamenti del figlio che i genitori ritengono positivi. Rappresentano un’arma a doppio taglio, perché i figli potrebbero rendersi conto di non essere all’altezza delle aspettative dei genitori e, di conseguenza, avere paura di deluderli. Ad esempio: “Sei un genio, sei bravo in tutto!”
Che cosa succede nella mente dei figli?
Le etichette, soprattutto quelle negative, restano “incollate” ai figli e rischiano di trasformarsi in profezie che si auto-avverano. Ad esempio, se un genitore dice di continuo al figlio:
“Sei pigro, non hai voglia di fare nulla”, c’è il rischio che il figlio si convinca di essere pigro, creando così un circuito che si retro-alimenta e che lo indurrà a comportarsi da pigro.
Cioè non farà altro che rinforzare il comportamento sbagliato del figlio, senza correggerlo.
Con questa etichetta, gli stanno dando o rinforzando un’immagine negativa di sé stesso, senza stimolarlo a crescere, a cambiare e a risolvere le difficoltà.
I genitori hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo emotivo e affettivo dei figli, perché sono le principali figure di riferimento di cui i figli si fidano, credendo a quello che dicono e cercando conferme nelle loro parole.
l figli imparano a vedersi e a definirsi in base a quello che i genitori trasmettono a loro a livello verbale e non verbale. Pertanto, il modo in cui i genitori si rapportano con i figli in base alle proprie aspettative e credenze, ha un forte potere che influenza il comportamento dei figli, la loro personalità, le loro emozioni, la visione che hanno di sé stessi ed il modo di affrontare la vita.
Cosa devono fare i genitori?
È importante che i genitori imparino a rapportarsi con i figli, eliminando le etichette e chiedendosi sempre: “Che parole uso per definirlo?”, “Come parlo con lui?”.
Il primo punto è rassicurare i figli che sono accettati anche quando si comportano in modo sbagliato e che continueranno ad amarli sempre.
Il secondo punto è differenziare il comportamento dei figli da ciò che realmente sono.
Ad esempio, se un genitore dice al figlio “Sei cattivo!” si sta focalizzando sulla sua personalità, invece se dice “Sei un bravo ragazzo, però questa volta ti sei comportato male” starebbe parlando di uno specifico comportamento puntuale del figlio e non di com’è come persona.
Quindi è opportuno far presente ai figli che quel comportamento specifico non va bene, spiegandogli empaticamente le ragioni.
Alcuni consigli
- Creare un ambiente stimolante ed empatico, riconoscendo e valorizzando i cambiamenti dei figli, anche se piccoli;
- Valorizzare ogni comportamento positivo dimostrando di avere fiducia in loro;
- Dare l’esempio, perché i figli imparano dai genitori, che sono i loro modelli.
I figli devono sentire la presenza della famiglia come un porto sicuro, sapere che si possono fidare dei genitori e sapere che possono parlare di qualunque situazione stiano vivendo, senza temere di essere giudicati ed etichettati. Ciò li aiuterà a conoscersi meglio, a rafforzare i punti deboli e incrementare quelli forti. Bisogna far crescere i figli senza etichette e con un’adeguata autostima.
"Tratta le persone come se fossero ciò che vorrebbero essere e le aiuterai a diventare ciò che possono essere.” J. W. Goethe
